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Non è una rassegna, ma uno sguardo: lo stesso fenomeno tra cultura, norme e pratica

Uno stesso fenomeno osservato da punti diversi, tra cultura, norme e pratica, dove le connessioni si costruiscono e il mondo si apre in più direzioni.
25 Settembre 2026

Lavorare

Quando la macchina si ferma, il rischio cambia

Nel programma 2026 del sistema di sorveglianza nazionale Infor.MO, INAIL ha scelto di dedicare uno dei suoi focus alle dinamiche e alle cause degli infortuni nelle attività di manutenzione.

L’appuntamento è previsto per il 22 ottobre e affronterà il tema attraverso l’analisi delle dinamiche infortunistiche e dei fattori di rischio, con un’attenzione specifica anche alle cause organizzative.

La scelta del tema è interessante già di per sé.

La manutenzione occupa infatti uno spazio particolare nel lavoro: è il momento in cui il rapporto abituale tra persona e macchina cambia. Ci si avvicina a parti normalmente inaccessibili, si interviene su componenti, si rimuovono protezioni, si cercano anomalie e si affrontano condizioni diverse da quelle della normale produzione.

Il 22 ottobre INAIL proverà a leggere proprio quello che accade in questa fase del lavoro, osservando non soltanto cosa succede, ma anche quali condizioni tecniche e organizzative contribuiscono agli infortuni.

ORGANIZZAZIONE — Finché funziona

Nel gennaio 2026 il sociologo Maurizio Catino ha pubblicato uno studio sulle violazioni delle regole nelle organizzazioni partendo anche dal caso dell’incidente ferroviario di Brandizzo del 2023.

Tra le pratiche analizzate ce n’è una particolarmente interessante: per ridurre i tempi necessari ad attendere l’autorizzazione formale prima di lavorare sui binari, si era sviluppato un sistema informale nel quale l’arrivo dei treni veniva segnalato alla squadra impegnata nella manutenzione.

La scorciatoia permetteva al lavoro di procedere.

Ed è proprio questo il punto.

Catino richiama il concetto di normalizzazione della devianza: quando una violazione viene ripetuta senza produrre conseguenze, può progressivamente perdere il carattere di eccezione e trasformarsi in una modalità ordinaria di lavoro.

Non serve che qualcuno decida che una regola non è più importante.

A volte basta che, per molto tempo, non rispettarla sembri funzionare.

LEGGERE

Siamo abituati ad associare il vuoto all’assenza.

Se non vediamo qualcosa, tendiamo a pensare che non ci sia.

In L’eleganza del vuoto, il fisico italiano Guido Tonelli racconta come la fisica contemporanea abbia progressivamente messo in discussione proprio questa intuizione. Il vuoto della fisica quantistica non coincide semplicemente con il nulla: è uno stato nel quale continuano a esistere campi, fluttuazioni ed energia.

La scala è quella dell’universo e delle particelle, molto lontana da quella di un impianto industriale. Ma l’immagine che ne emerge è sorprendentemente vicina a una delle questioni che abbiamo attraversato questo mese.

L’assenza di qualcosa di visibile non coincide necessariamente con l’assenza di energia.

Vale per il vuoto raccontato da Tonelli.

E, su tutt’altra scala, vale la pena ricordarlo anche davanti a una macchina immobile: ciò che non vediamo può essere ancora presente, accumulato, trattenuto da un vincolo. E può tornare a manifestarsi proprio nel momento in cui quel vincolo viene meno.

ASCOLTARE

Umberto Maria Giardini — Energia

Ci sono energie che riconosciamo soltanto quando producono un effetto.

Una scintilla, un movimento, una trasformazione.

Energia, brano pubblicato nel 2025 da Umberto Maria Giardini, nasce proprio attorno a questa idea: qualcosa che si genera nell’attrito, attraversa la materia e diventa percepibile nel momento in cui cambia ciò che incontra.

Nel brano l’energia è una metafora, naturalmente. Ma l’immagine che costruisce ha qualcosa di molto concreto: una forza può esserci anche prima che riusciamo a vederne gli effetti.

È forse questo il punto di contatto più interessante con il tema che abbiamo attraversato questo mese.

Davanti a una macchina, tendiamo a riconoscere l’energia quando qualcosa si muove, gira, scorre o produce calore.

Ma l’energia non comincia necessariamente nel momento in cui si manifesta.

A volte era già lì.

NORME

Questo mese anche le norme ci ricordano che non tutto ciò che conta per la sicurezza è immediatamente visibile. Cambiano i riferimenti con cui valutiamo ciò che abbiamo davanti e cambiano le forme di energia che dobbiamo imparare a riconoscere.

UNA MACCHINA PUÒ ESSERE IDENTICA A IERI. LE REGOLE CON CUI LA GUARDIAMO, NO.

Il 7 settembre 2026 è stata pubblicata la Decisione di esecuzione (UE) 2026/2015, che aggiorna i riferimenti delle norme armonizzate a sostegno della Direttiva Macchine 2006/42/CE.

Può sembrare un aggiornamento destinato soprattutto agli addetti ai lavori. Ma le norme armonizzate hanno un ruolo molto concreto: traducono i requisiti essenziali di sicurezza in riferimenti tecnici utilizzabili nella progettazione e nella valutazione della conformità delle macchine.

Per chi progetta, costruisce o interviene su una macchina, quindi, non basta sapere quale norma è stata utilizzata una volta. Bisogna verificare che quel riferimento sia ancora attuale e conoscere eventuali sostituzioni e periodi transitori.

È un principio che dialoga bene con ciò che abbiamo raccontato questo mese.

Una macchina può apparire esattamente uguale a prima. Ma la sicurezza non è qualcosa che possiamo fotografare una volta e considerare immutabile: cambiano le conoscenze tecniche, cambiano i riferimenti, cambiano le condizioni nelle quali quella macchina viene utilizzata.

E l’aggiornamento arriva a pochi mesi dal 20 gennaio 2027, quando diventerà applicabile il nuovo Regolamento europeo sulle macchine.

Anche ciò che non cambia davanti ai nostri occhi deve continuare a essere guardato.

NON TUTTE LE SORGENTI DI INNESCO FANNO SCINTILLE

Quando immaginiamo l’innesco di un’atmosfera esplosiva, pensiamo facilmente a una scintilla, a una superficie calda o a una scarica elettrostatica.

Ma l’energia può arrivare anche sotto forme molto meno intuitive.

Il 4 settembre 2026 è stata pubblicata la Decisione di esecuzione (UE) 2026/1967, che aggiorna i riferimenti delle norme armonizzate a sostegno della Direttiva ATEX 2014/34/UE sostituendo la EN 60079-28:2015 con la EN IEC 60079-28:2026, dedicata alla protezione delle apparecchiature e dei sistemi di trasmissione che utilizzano radiazione ottica in atmosfere esplosive.

Laser, fibre ottiche e altre sorgenti possono trasferire energia attraverso la radiazione. In determinate condizioni, quella stessa energia deve quindi essere considerata nella prevenzione dell’innesco.

È un aggiornamento molto tecnico, ma contiene un’immagine potente.

Abbiamo imparato a riconoscere alcune forme del pericolo perché possiamo vederle, sentirle o immaginarle facilmente. Altre sono molto meno intuitive.

Il fatto che non assomigli a una scintilla non significa che non possa diventare un innesco.